L’acqua ha sempre avuto una particolare bivalenza - fornitrice di vita, portatrice di morte. Chi affrontava il mondo esterno alla propria casa, alla propria cinta urbana, procurava l’acqua per il viaggio insieme a buon cibo, ma dedicava anche tempo per propiziarsi divinità o demoni e, se poteva e ci credeva, aggiungeva una immagine o una piccola statua da portare con sè, a contatto con il corpo. Inoltre, ad ogni tappa esisteva un luogo dedicato al ricordo e alla preghiera, fosse esso una piccola immagine o solo un cumulo di sassi. Con particolare apprensione si affrontavano i passi montani e, soprattutto, l’attraversamento delle acque. Davanti ad un guado insicuro, le preghiere si moltiplicavano e l’amuleto – quando disponibile – diventava l’oggetto più invocato.
Ponte sull’Adda a Vaprio [mfr, 2013]
Quando le religioni naturali cominciarono a lasciare il passo al sorgere delle religioni istituzionali, l’idea di tutelare il viaggiatore mutò leggermente, sostituendo ai demoni (forze della natura da soggiogare per soddisfare le esigenze del singolo) la venerazione di santi protettori. Non esisteva più la natura da dominare, ma solo il contributo di entità – indicate come persone ‘realizzate’ – da impetrare e sotto la cui protezione porsi. Ovviamente, questo approccio vedeva la possibilità di un rapporto tra mondi differenti, in cui le regole della natura potessero essere comodamente scavalcate a favore di interventi inspiegati e miracolosi.
Ecco allora nascere nei paesi cattolici liste infinite di santi maschili e femminili a cui far ricorso per le più disparate esigenze. Uno in particolare, Giovanni Nepomuceno, fu importato in Lombardia grazie al periodo della presenza austro-ungarica, ‘specializzato’ nella protezione dai rischi alluvionali delle acque, lui stesso fatto affogare dal re boemo Venceslao IV nel XIV secolo nelle turbolenze della Moldava. La tavola sottostante alla statua di Vaprio recita : “Protettore dei viandanti che transitano sui ponti”, con un aggiornamento progressivo dei pericoli, che dalle acque sono stati traslati sul ponte (come struttura), segno evidente dell’imperante tecnicismo meccanicistico tipico del XX secolo.
San Giovanni Nepomuceno, a livello delle acque a Vaprio d’Adda, accanto al ponte [mfr, 2013]
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Grande ravanatore!!!
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L
Commosso ringrazio !
mfr
Hola, mfr! Me ha intrigado este post tuyo. Muuuuuuuuuy interesante!
Hola, Lilliana ! It’s only a short synthesis. Glad you like it.