La ‘SINDROME ILLUSORIA indotta dai SOCIAL MEDIA’ – SISM

6 feb

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di Charles Carreon

Una nuova malattia mentale dell’era Internet viene proposta per l’inserimento nel Manuale Diagnostico delle Malattie Mentali: la ‘Sindrome Illusoria indotta dai Social Media’ (“SISM”). Mentre è sperimentale nella sua osservazione, questa proposta ha un fondamento legittimo nella sua evidenza aneddotica, e discute i rischi del trattamento dei sofferenti da SISM.

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La caratteristica soggettiva primaria della SISM è la sensazione di potenza assunta dall’essere parte di un numeroso gruppo anonimo di partecipanti ai Social Media. Per ‘anonimo’ , non vogliamo dire che una persona che dichiara la sua identità non può soffrire di SISM; piuttosto, intediamo che a causa dell’esteso numero di persone riunite in una Mobilitazione da Social Media (‘SMOB’), ogni individuo faccia esperienza della sicurezza di un  relativo anonimato.

Per ‘sicurezza di un  relativo anonimato’, intendiamo il senso di sicurezza derivato dalla conoscenza che ci sono così tanti partecipanti alla SMOB che è altamente improbabile che chiunque di loro soffrirà conseguenze negative dovute alla loro condotta. La caratteristica oggettiva primaria è la tendenza a focalizzarsi su un oggetto di odio, che si intensifica come il numero di partecipanti alla SMOB cresce, manifestandosi in comportamento virtuale antisociale.

Come i membri di una mobilitazione stradale, che di solito non manifestano caratteristiche criminali, tuttavia diventano capaci di lanciare mattoni e ingaggiare scontri casuali quando raccolti in gran numero, i membri di una SMOB possono introdurre un comportamento atipico rispetto ai loro canoni usuali. Tali comportamenti possono andare da invii di posta online con desideri sadici in cui l’oggetto di odio subisca disastri come fallimenti di carriera o morte dolorosa, mandando lettere aggressive che includano tali malauguri all’oggetto dell’odio, mandando pacchetti fisici di materiali disgustosi come frattaglie all’oggetto dell’odio, e dirigendo attacchi DoS (Denial of Service) verso siti associati con l’oggetto dell’odio.

Il carattere illusorio del senso di potenza sperimentato dal sofferente della SISM può essere facilmente rilevato, e ha radici tautologiche. In realtà, è improbabile che l’oggetto dell’odio soffra qualcosa di simile alle pesanti frasi pronunciate dalla SMOB, a meno che – naturalmente – l’oggetto dell’odio diventi vittima dell’Odio Autoindotto da Social Media (‘OASM’) [di cui si parlerà a breve in successivo articolo - NdT]. L’espressione concentrata di malauguri da SMOB è così simile agli effetti delle maledizioni primigenie tra gli aborigeni – pericolose se vissute direttamente, altrimenti superabili -. Da qui, l’espressione di malauguri da sofferenti della SISM viene riferita come ‘Cybermaledizione’.

uno-due

Le grida comuni di battaglia che sorgono dalle labbra umide di saliva dei sofferenti della SISM sono “noi siamo Internet” e “Google non dimentica mai”. Tali cri de couer rivelano la radici dell’illusione. Le radici dell’illusione di potenza giacciono nella paura del sofferente da SISM che – in effetti – è inerme. Le radici dell’illusione al contorno che la SMOB possa distruggere l’oggetto dell’odio mediante la forza oggettiva di Cybermaledizioni assommate sono un tentativo di sottomettere il senso d’ansia percepito che il partecipare ai Social Media è in realtà privo di significato.

Per gli oggetti dell’odio resi vittime da SMOB di illusi SISM, l’esperienza può essere dolorosa e traumatica; comunque – a meno che l’oggetto dell’odio decada verso Odio Autoindotto da Social Media (‘OASM’)  – la loro sofferenza è transitoria e non patologica. Sebbene in prima battuta la partecipazione ad un comportamento SMOB possa scatenare solo episodi saltuari ed acuti di SISM, non rilevati da nessuno se non dall’oggetto dell’odio e dalla SMOB, come altre forme di disfunzioni da Social Media, spesso si forma un ciclo iterativo che porta a SISM cronici, con caratteristiche patologiche che richiedono un trattamento.

Al momento, l’evenienza di disfunzioni indotte dai Social Media è nelle prime fasi, e le uniche modalità di  trattamento conosciuto sembrano essere la rimozione dello stimolo iniziale, vale a dire allontanarsi da Internet. Comunque, per persone che sono giunte a credere di ‘essere Internet‘, spegnere Internet sarebbe l’equivalente del suicidio, e quindi impensabile. Dovesse qualsiasi estraneo tentare di allontanarli forzatamente da Internet, il sofferente cronico dalla SISM probabilmente reagirebbe con un violento rifiuto e un comportamento di ricerca di scuse. La ricerca di scuse di solito prenderebbe la forma di espressioni autoassolutorie: che la SMOB desidera solamente rendere migliore il mondo e che l’oggetto dell’odio du jour è un genuino pericolo per il benessere di tutti.

Per coloro che sono nelle professioni di supporto alle SISM, e per i professionisti di ricerca del personale che incontrano SISM nel luogo di lavoro, la prima via di approccio dovrebbe essere indiretta. Il pericolo serio, naturalmente, è che chiunque si confronti con il sofferente da SISM, per la sua stessa condotta possa trovarsi trasformato in un oggetto dell’odio, con tutte le rischiose conseguenze qui associate. Un dirigente che affronti un sofferente da SISM per perdita di produttività nella sua funzione, potrebbe trovarsi ad essere il target di una pletora di attacchi SMOB : acconti Twitter fasulli che proclamano che l’oggetto dell’odio debba ora mostrare di essere transessuale, pagine Facebook contraffatte che abbracciano ideologie estremistiche, e la propria casella di posta elettronica con nuovi messaggi che proclamano cose come: “Benvenuto nella Jihad, e Pace a tuo fratello. Grazie per aderire al nostro programma di addestramento online con base a Peshawar sulla guerriglia anti-drone“.

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testo (c) Charles Carreon

[traduzione in proprio dall'inglese - (c) 2013 mfr]

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2 Risposte a “La ‘SINDROME ILLUSORIA indotta dai SOCIAL MEDIA’ – SISM”

  1. eklektike 6 febbraio 2013 a 18:00 #

    La faccia inquietante della contemporaneità.

    • myfullresearch 6 febbraio 2013 a 18:27 #

      Dal mio punto di vista, questo modo di trattare questo argomento è un po’ – come dire – esasperato. Però, per contro, i problemi sociali connessi alla facilità delle connessioni sono sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo assolutamente imparare a difenderci dal web-specchietto-per-le-allodole.
      A presto !
      mfr

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