Androgino TANTRA

21 feb

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Antica raffigurazione esemplificativa della cultura tantrica

La maggior parte dei testi tantrici classici paiono essere stati scritti avendo presenti principalmente gli uomini. Per esempio, il Gheranda Samhita, un testo yogico/tantrico del 16mo secolo avverte:  “Per virtù di questo yoga, si ottiene il Bindhu-Siddhi (ritenzione del seme), e quando questa siddhi è ottenuta cos’altro non si può conseguire al mondo?”

Parimenti, molta della mitologia popolare, ma completamente erronea, sul sesso tantrico si focalizza sul rapporto sessuale prolungato e sul concomitante potere di conservazione (ritenzione del seme), come se queste fossero i caratteri definiti dell’esperienza tantrica. In ‘Tantra – The Art of Conscious Loving‘, Charles e Carolina Muir sostengono come i praticanti tantrici ritengano che il prolungamento del tempo refrattario dovuto all’età sia un segno di “esaurimento del secondo chakra” dovuto alla “troppo frequente espulsione dell’essenza vitale contenuta nel seme maschile”. Le istruzioni sul controllo del bindu, o del seme, sono quasi sempre dirette agli uomini, come praticamente sono tutte le normative nei testi classici.

Questa enfasi sui praticanti maschi può sembrare paradossale e sessista : paradossale in quanto le donne nel Tantra sono riverite, e il Tantra è una delle rare tradizioni spirituali in cui le donne hanno esercitato per secoli il ruolo di iniziatrici e insegnanti spirituali; sessista in quanto il centro d’interesse quasi interamente maschile nei testi potrebbe essere interpretato come un riflesso del credo che le donne siano spiritualmente inferiori. Una disamina della storia del Tantra ed una comprensione più sfumata dei testi dovrebbe risolvere l’apparente paradosso e chiarire che il presunto pubblico maschile è prova di sessismo nella socità indiana in generale, ma non nella specifica tradizione tantrica.

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Machig Labdron (1055-1149), unico caso di creatrice di lignaggio tantrico tibetano

Le prime forme di rituale tantrico implicavano la possessione di praticanti femminili da parte di dakini. Queste divinità avrebbero condiviso il loro potere con gli uomini e potevano essere propiziate mediante un’offerta di seme. La commistione dei fluidi sessuali maschili e femminili e il loro consumo era fonte sia di iniziazione sia di gnosi. Ma il potere si emanava sempre dalla donna. Questa tradizione non si è spenta.

Data questa storia e l’importanza del seme come offerta, sembra strano che alcuni testi enfatizzino la ritenzione. Ciò in parte è dovuto all’influenza popolare e ayurvedica (che esiste in molte culture) che il seme sia un fluido vitale e che la sua emissione o ‘perdita’ conduca all’impoverimento, ma questa concezione è antitetica all’approccio tantrico originario. Comunque, c’è un rischio nel prendere alla lettera i testi classici, e appare plausibile che l’enfasi sulla ritenzione maschile, tenuto conto che esiste in alcune ma non in tutte le scritture, abbia a che fare più con lo sviluppo di una risposta sessuale che si avvicina allo standard femminile piuttosto che alla perdita di energia vitale.

Il Dr. Jonn Mummford ha osservato : “Nel Tantra, il femminile è stato sempre considerato, quando risvegliato, un deposito naturale di energia e realizzazione, ancorato al cuore; mentre gli uomini, con il loro flusso di luce verso l’esterno e verso l’interno, necessitano istruzioni su come convertire la consapevolezza per dimorare nell’altare del cuore e guidare l’energia verso l’alto tramite l’addestramento a focalizzare la coscienza come centro”.

Implicita nell’osservazione di Mumford è l’idea che le donne, in generale, sono più prontamente risvegliabili che non gli uomini, un’eco dell’antico credo tantrico che le donne siano iniziatrici e detentrici di potere spirituale. Da questa prospettiva, la ritenzione del seme è uno strumento di apprendimento e nulla più. C’è un’ulteriore ragione, sebbene in qualche modo più mondana, relativa all’enfasi sugli uomini che pervade le scritture tantriche classiche, incluse quelle che non riguardano il rituale sessuale. La maggior parte di quei testi fu composta tra il sesto e il 17mo secolo D.C. In India, come in Europa, la redazione di testi era prerogativa degli uomini durante questo periodo.

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Vajrasattva e consorte (iconografia tibetana)

Con l’eccezione di cortigiane e aristocratiche, tale redazione era rara tra le donne, così si sostiene la ragione secondo cui i testi erano composti per un pubblico maschile. La conoscenza testuale, comunque, non è mai stata centrale nel Tantra, che enfatizza la tradizione orale e il passaggio di conoscenza e di iniziazione da ‘bocca ad orecchio’. Le insegnanti spirituali femminili hanno giocato un ruolo importante nel Tantra sia hinduista sia buddista per ben oltre un millennio, un fatto che pone la tradizione spirituale tantrica in posizione separata rispetto alla maggior parte degli altri percorsi spirituali. Ciò ulteriormente rinforza la nozione come la conoscenza testuale non sia un prerequisito di realizzazione spirituale e fornisce prova concreta che l’attenzione nei testi sugli uomini è in larga parte un artificio per una più ampia acculturazione, non il riflesso di qualsiasi giudizio sulle capacità spirituali delle donne.

E’ importante tenere a mente come nella visione tantrica del mondo, noi tutti conteniamo aspetti maschili e femminili. Ardhanarishwara, forma ermafrodita di Shiva, è il governatore dell’Ajna Chakra (il terzo occhio). Così, la chiave della saggezza interiore abbraccia la nostra androginia interiore. In modo simile, il Gheranda Samhita include una meditazione in cui lo yogin maschile visualizza se stesso come Shakti (il femminino divino) in unione sessuale con la divinità maschile; tramite questa pratica, lo yogin fa esperienza di se stesso come divino. Questa androginia interiore è qualcosa di cui chiunque può approfittare esplorando, indipendentemente dal genere fisico, e le donne possono modificare in accordo a ciò le istruzioni testuali. I praticanti tantrici antichi senza dubbio facevano così, sia che fossero maschi o femmine, letterati o illetterati. Mentre i testi tantrici furono generalmente scritti per un pubblico maschile, il tantra non fu, in alcun caso, un’area esclusiva per uomini: l’approccio tantrico può funzionare per qualsiasi genere.

lord-ardhanarishwaraArdhanarishwara, forma ermafrodita di Shiva

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[Fonte del testo: http://www.scanr.net -  pubblicato il 23 gennaio 2007]

[tradotto in proprio dall'inglese - (c) 2013 mfr]

[Immagini dagli archivi mfr]

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4 Risposte a “Androgino TANTRA”

  1. katinkawonka 22 febbraio 2013 a 16:48 #

    “Così, la chiave della saggezza interiore abbraccia la nostra androginia interiore” è qualcosa che, pur attraverso altra via spirituale, ho sempre percepito come vero
    molto bello questo articolo e le immagini ad esso abbinate
    un saluto

    • myfullresearch 22 febbraio 2013 a 17:06 #

      Grazie per l’apprezzamento. Lieto ti piaccia.
      Pian piano sto traducendo e pubblicando una miniserie di interventi di qualche anno fa ed ora non più disponibili in rete in lingua originale. Questo è il terzo intervento. Le immagini invece vengono dalla mia personale collezione.
      A presto !
      mfr

      • katinkawonka 22 febbraio 2013 a 18:46 #

        ti seguirò allora! buona serata

        • myfullresearch 22 febbraio 2013 a 20:43 #

          Io già ti visito con interesse… (siamo – come dire – sinergici).
          Nice week !
          mfr

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