Veduta aerea di Piazza e Basilica di San Pietro, Roma
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Il tam tam degli informatori mi avverte che si tratta di un recupero eccezionale. Convergiamo verso Piazza San Pietro con l’equipe mobile. Personalmente ritengo uno sbrago non investire in un elicottero con un bel teleobiettivo. Un direttore abbastanza irritato mi dice che sulla piazza hanno già steso tendoni e paraventi, e di muovere le chiappe andando di persona.
Dopo aver quasi ammazzato cani e porci su queste strade dove i semafori fanno le bizze e i taxi ormai viaggiano solo se blindati, arriviamo in Via della Conciliazione, lato Tevere. La ressa di Piazza San Pietro si intuisce anche da qui.
Troupes TV in Via della Conciliazione (28 feb 2013)
Tanto vale proseguire a piedi. Mi accompagna Pino il cameraman, veterano di mille battaglie. Gli dico di ammanettarsi alla mia cintura, perchè non possiamo perderci di vista.
Dopo il primo livello di sbarbine con toycamera, che si accalcano gommose e profumatissime, superiamo anche la fascia degli inviati radio-tv. Riconosco parecchi colleghi. Una gomitata qui e una là non guasta. Ma poi trovo una barriera insormontabile di cavalli di frisia, e dietro i Carabinieri. Comincio a fare il fessacchiotto, qualche gesto, qualche invito, una battuta. Ma niente, non c’è verso. Non parlano, tutti a muso duro.
L’obelisco di Piazza San Pietro
Indico al Pino si andare verso destra, sotto le prime colonne. Ci spostiamo di un millimetro alla volta. Arriviamo sudati come sguatteri sotto la prima colonna. Salgo sulla larga base e riesco a vedere bene la situazione attorno all’obelisco, unico e vero ombelico del mondo pe’ tutti ‘sti romani. Dopo un po’ di tentativi inutili col tele, ecco la situazione che mi aiuta. Un mezzo speciale viene fatto entrare. Per un attimo i paraventi vengono spostati. Io scatto una raffica di immagini. Pino smadonna e riprende, riprende. Ma tutto si richiude subito. Ho fatto in tempo a intravvedere alcune persone inginocchiate sui sanpietrini, in una specie di cerchio accanto alla base dell’obelisco.
Tutto finisce sparato in redazione. Alla velocità della luce mi fanno sapere della scritta che sono riusciti a decifrare dal video e dalle mie foto. Potere dei software, io non mi sono accorto di nulla, ma va bene così. Sull’obelisco, in verticale, è stata cancellata di fresco la scritta:
NANNI IL PROFETA.
Mi scervello inutilmente. Non mi si accende nessuna lampadina. Dicono anche che al centro degli inginocchiati c’è il tombino di scolo delle acque pluviali, secondo le piantine tecniche che hanno recuperato della piazza. Che nel tombino ci sia una bomba ? Lo spiegamento di forze e il blocco per noi giornalisti fa pensare al peggio. Sui contenuti della scritta attivo qualche amico vaticanista, ci metto dentro anche qualche storico della Sapienza, un esegeta biblico, non si sa mai. Niente.
Allora intercetto un operaio che si avvia verso il bagno chimico: mi sembra un bravuomo. Quando esce, chiedendo fuoco per la sigaretta, riesco a bloccarlo. Due chiacchiere non si negano a nessuno. E viene fuori che il tombino è stato saldato forse questa notte, che lo hanno dovuto delicatamente forzare, che incastrata dentro c’è una scatola metallica. Ora dice che sono tutti lì a decidere se e come aprirla. Ci sono artificieri dell’esercito. Poi scappa veloce con una scusa.
Phobe Price, esemplificazione della giornalista USA
Mi cattura una misciona drag-queen americana che vuole fare un bello scoop per la sua emittente. Resto abbottonato quanto basta. Faccio cadere qualche parola, una qua e una là. Lei biascica nel suo slang californiano che non la capisco più. Sta calando la sera e dalla redazione insistono che io resti. E io resto. Non c’è più luce per qualsiasi cosa, così mando Pino a prendere un po’ di pizza, anche per l’americana che non molla, non si sa mai… Sotto l’obelisco accendono una fotoelettrica – speriamo bene.
Ripassa l’amico operaio, io sbologno l’americana al Pino che mi bacia la punta delle scarpe e mi dedico tutto alle ultime novità con l’omino. Mi dice che l’hanno aperta, con molta cautela, quella benedetta scatola. Io non ce la faccio più. Dice che ci sono dentro dei DVD con scritte in tedesco. Ma sei sicuro, dico io. Roba segreta alla Vatileaks, piani d’attacco, gli Illuminati che ritornano ? Impazzisco.
Michel Piccoli interpreta un neo-eletto Papa
Memore degli ordini di scuderia gli schiodo un bel cinquantone per avere dettagli. ‘Mah, chi li ha visti dice che sopra ognuno c’è scritto HP’ E poi ? sibilo io. Poi c’è una cosa in latino, tipo HABEMUS PAPAM. Resto un po’ basito. Tutto qui ? Il cinquantone sparisce nel taschino e lui pure. Faccio un fischio di fine partita al Pino e lo stacco dall’americana. Tutti a casa.
E’ notte. Scrivo questa mia relazione, metà cronaca, metà fiction. E credo di aver trovato il bandolo della matassa vaticana in un film di qualche anno fa. Ma al mio redattore capo non dico nulla. Che si arrangi un po’ anche lui. Io le mie ore al pezzo le ho fatte. Tanto domani ci saranno al massimo tre righe in cronaca locale. Eppure la cosa, per me, è grossa.
Papa Emerito Benedetto XVI, dal 28 febbraio 2013
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A questo punto vedrò il film di Moretti, anche se dopo Aprile non mi ha più convinto.
Emi, a mio avviso E’ il migliore film di Moretti. Ci sono diverse implicazioni di vario tipo e, soprattutto, poche ‘morettate’ (uscite alla Moretti – urli, calci al pallone, ecc).
Vale la pena cercarlo anche sul Web e perderci un’oretta e mezzo.
A presto !
mfr
La tecnica del racconto mi ha fatto pensare a ” Angeli e demoni “…Ho visto il film di Nanni e mi è piaciuto, la solita pungente ironia e la sua grande sensibilità nel porgere i particolari esistenziali dei personaggi. Non mi stupisce oggi la sua preveggenza.
Mi farebbe piacere un tuo commento sul mio articolo in tema ” Fulmine a ciel sereno…”
E… ti è sfuggito Giordano Bruno?
Love
L
Sono in overdrive…
mfr