Campagna romana (olio anonimo, XIX sec)
Solo le cicale resistevano al sole. Le vedevi lì, abbarbicate ai tronchi, ebbre, a frinire in coiti infiniti. Soltanto un attimo prima che la mano le ingabbiasse smettevano l’attrito e, sbalordite, si quietavano.
Noi come falchetti appena liberati raggiungevamo la spianata. I mucchi di pula sembravano freschi, al confronto del calore che la terra argillosa riverberava, perfino dalle profonde spaccature. Solo la linea delle alte colline, lontano, tremolava liquida. Ogni tanto, un alito caldo ci spettinava.
La trebbiatrice aveva ansimato tutta la notte in un parto interminabile, di là il grano pulito, di qui la pula in un fiotto continuo. Noi affondavamo fino al ginocchio per salire su quei mucchi mobili. Poi si scivolava per metri fino al terreno, in un tripudio di aghi contro la pelle scoperta, gli occhi imbastarditi dalla polvere sottilissima e dalla luce tagliente.
Di colpo, uno di noi si denudò, alla ricerca di un inutile refrigerio. E continò a rotolare finché scomparve dietro la collinetta. Quando ci accorgemmo che non tornava indietro per l’ennesimo volo, ci gettammo oltre il fragile crinale che si sfarinò sotto il nostro peso.
Era lì, i piedi ben piantati, ritto, con il ciuffo biondo e arrogante che gli copriva la fronte, una mano aperta verso l’alto come a salutare. Solo allora ci accorgemmo delle ragazze, con grembiuloni e fazzoletti annodati, ancora chine a cercare il grano residuo. Tutto era immobile come in uno scatto fotografico. Solo la mano destra del nostro amico, dopo una breve manipolazione, compì diligente il piccolo miracolo maschile.
Allora, con il pene ben eretto, cominciò a chiamare le ragazze, sventolandolo da parte a parte e gesticolando per farle avvicinare. Nelle orecchie ho ancora le loro risatine divenire una sonora cascata collettiva. Negli occhi ho ancora i loro sguardi guizzanti prima che qualcuno, arrivato correndo, le facesse alla fine disperdere verso casa con i loro carichi di grano guadagnato fin dal primo mattino. Per noi ci furono innocui lanci di zolle bollenti.
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Grazie per il gradito omaggio ! Non conoscevo questo Battisti.
A presto
mfr
sperimentale, eh? molto bella anche Le allettanti promesse… peccato l’audio è quel che è
Briciole sempre più dimenticate… Meno male che c’è qualcuno che le raccoglie e censisce e condivide.
A mio avviso, in ogni ambito -in lingua italiana, dico – NON è stato ancora assolutamente raggiunta la massa critica che consenta una vera diffusione culturale di contenuti (ritenuti) validi.
Apprezzo le fondazioni statunitensi che digitalizzano e digitalizzano. Se i contenuti vengono condivisi, si crea quell’humus favorevole alla creatività.
Speriamo…
mfr
c’è qualcuno che ha ancora un’autentica fiducia nel lavoro culturale (di ogni tipo) e nei suoi effetti reali sulla società. E concordo, dobbiamo andare nella direzione della condivisione e della… mente collettiva. Senza troppi timori
Almeno come linea tendenziale…
E poi mettersi il cuore in pace, prima o poi accadrà.
Buona serata.
mfr